Marco Pannella sulla “presenza di chi è presente, come morto nel presente”

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butta

(cliccate sull’immagine per andare al video)

“Un momento fa, Mirella era qui per ricordarmi che eravamo qui, forse per la prima volta, perché Olindo, perché suo papà, come si dice, ci aveva lasciati. Eh…diciamo che forse, visto che molti di noi crediamo che il presente vero è fatto dalla presenza dei morti e dei viventi, questo credo lo comprendiamo in molti.

E sono qui quindi per dire vabbé grazie Olindo perché sei tu che in realtà…Mirella avevi da dirmelo, da ricormelo ma me lo ricordavo.

E poi credo davvero che siamo una cosa, un fatto antropologico, siamo, siamo, siamo noi qualcosa che non riusciamo bene probabilmente ad esprimere perché, probabilmente, potrebbe essere meglio espresso attraverso forme d’ arte.

E quando mi si diceva “Ma che fai co’ sta cosa, Radio Radicale…co’ sti requiem” con questo tono, no?

E allora mi è venuto spontaneo di dire “ma che co’ questo tono? con sti requiem? Tuttì con l’aria triste, guardate che nei requiem se state sentire ci sono inni di gioia, di futuro costantemente e venite qua co’ a faccia”.

C’è un dolore. Ma ci deve anche essere la felicità del credere che continueremo a vivere, e dipenderà molto da ciascuna e ciascuno di noi, se riusciremo a dare un grande, un consistente contributo anche alla presenza di chi è presente, come morto nel presente, e, è inutile dire, questa è una cosa scontata per l’arte, la musica, il canto con qualche pertinenza quindi, ieri ricordavo con Valentino, ed altro.

Quindi significa anche, se si pensa questo, forse di vederne anche un aspetto. Ed è che dipende anche da ciascuno e ciascuna di noi, anche, ma anche da ciascuna e ciascuno di quelli che sono presenti in un modo diverso, ma che sicurissimamente lo sono.

Perché per l’arte questo è dato per scontato a musica, a pittura, a scultura ma in realtà questo simboleggia, e sono simboli appunto della realtà, della vita, del mondo, del tempo e delle forme di tutto questo.

Quindi posso solo assumermi, forse indebitamente, dico sicuramente, assumermi una responsabilità.

E’ di ringraziare noi presenti qui così, a nome di qualcheduno che amiamo, ciascuno di noi, qualcuno e qualcuna che amiamo e che opererà, continuerà a farci vivere e a dare corpo alla storia e alla vita in tutte le sue manifestazioni, volendolo per quel che ha seminato.

Ma ma non solo c’è un Mistero più grande evidentemente al quale proprio noi, però lasciatemelo dire, proprio noi però, proprio noi di laica religiosità, profonda, di grande rispetto appunto per tutte le forme, per questo, di religiosità credo che saremo aiutati davvero, ma nelle cose di ogni giorno, saremo aiutati dalla presenza di coloro che ci hanno amato ma..no…di coloro che ci amano.

Perché credo che questo vada tenuto presente.

Poi c’è il mistero dell’immaterialità dello spirito, tante altre cosettine di questo genere, ma credo che né questa né altra vicina è sede per questa riflessione per questo studio per questa presa di coscienza, per questa creazione perché siamo insieme anche per continuare, per quanto possibile a creare, insieme nelle diversità degli insiemi che ci hanno, ci possono avere unito fra noi materialmente presenti in questo momento.”

Marco Pannella

(Funerale laico di Liliana Pannella, 19-8-2015 )

 

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