Quando Di Battista e Pannella volevano dialogare con l’ISIS

Quando e volevano dialogare con  @Matteo_Angioli

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Di fronte alla proposta di Paolo Izzo, mia e di altri compagni di un filo diretto con Valerio Federico e Maurizio Turco alcuni altri compagni lo hanno negato citando comportamenti negativi del tesoriere di Radicali Italiani.

Mi sono allora ricordato di una vicenda di 2 anni fa.

Alessandro Di Battista scrisse sul blog di Grillo un post chiamato “ISIS: Che fare?” dove apparve il seguente passaggio

“6) Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione. Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell’era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. E’ triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto ne giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un’azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno.”

BOOM!!

Partì una serie di attacchi a Di Battista, considerato fiancheggiatore dell’ISIS.

Solo 2 persone ne presero le difese.

Grillo e Casaleggio? No, Matteo Angioli che lo segnalò all’altra persona, Marco Pannella.

Pannella notò a TGCom24 che Di Battista veniva mistificato e linciato NON perché pro ISIS ma perché aveva detto qualcosa di effettivamente capitiniano, nonviolento. Concetti che ripugnavano al regime partitocratico e a Blair e Bush (vedi i risultato della commissione Chilcot).

«Innanzitutto – spiega – Di Battista ha detto che il terrorismo è l’unica arma violenta che resta ai ribelli a parte le armi della nonviolenza, che restano le migliori: e questo nessuno lo ha ricordato. Tutti ad attaccare Di Battista come se stesse dalla parte dei terroristi. Invece Di Battista vuole che siano elevati al ruolo di interlocutori i ribelli, i disperati che scelgono la violenza perché non hanno un progetto politico». (da La Stampa)

Pannella ribadì questo anche a Radio Radicale.

Quindi dialogo ANCHE con i terroristi dell’ISIS. Un dialogo sicuramente difficilissimo, ma non per questo da evitare di tentare se si sceglie la nonviolenza.

Di Battista nel frattempo specificherà che parlava di dialogo con Hamas (posizione che aveva già negli anni 90 Angelo Pezzana) e dopo quell’episodio tornerà a godere di buona stampa e entrerà nel Direttorio.

Ma forse, proprio ricordando chi lo difese quando era attaccato da tutti, facendo la fila insieme ai tanti cittadini comuni, porterà l’ultimo saluto alla bara di Pannella nella camera ardente a Montecitorio.

E restando in silenzio, lui sempre così fiume in piena di dichiarazioni per la stampa.

E il silenzio del membro del Direttorio di Grillo è forse l’ultimo miracolo laico compiuto dal leader radicale.

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Gianni Rubagotti

Aggiornamento 4/8/16

Pannella spiega ancora più chiaramente il suo pensiero in merito in questa puntata di “In Onda” su LA7

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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