Antonio Russo, ucciso oggi nel 2000

Antonio Russo, ucciso oggi nel 2000 @RadioRadicale #radicali @RadicalParty

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Ricordiamo Antonio Russo, ucciso con una delle sue corrispondenze dall’Algeria “Algeria: elezioni nel terrore delle stragi degli integralisti islamici”. Corrispondenze meno ricordate di quelle dall’est europeo ma che possono dirci molto sul terrorismo islamico di oggi.

Inoltre rimandiamo a un documento sull’archivio online del Partito Radicale

http://old.radicalparty.org/monitor/observer121100_i.htm

IL REPORTER E’ STATO UCCISO DAI SERVIZI SEGRETI DI PUTIN?
Amelia Gentleman in Moscow and Rory Carroll in Rome

12.11.00 | THE OBSERVER | | RUSSO

Antonio Russo, trovato morto vicino a un passo di montagna caucasico, potrebbe avere scoperto troppo sulle atrocità in Cecenia

Abbandonato sul ciglio della strada, in un passo tra i campi alle prime luci dell’alba, il contorto, congelato cadavere aveva qualcosa di strano. Antonio Russo era stato ucciso, e i suoi assassini si erano assicurati di non lasciare segni sul suo corpo.

Sull’altro lato del Passo Gombori, nella Repubblica della Georgia, gli amici lo stavano aspettando al villaggio di Mirzaani. Russo doveva unirsi alle celebrazioni per l’anniversario di Nico Pirosmani, un artista locale del diciannovesimo secolo. Non sapevano che un grande, pesante oggetto veniva schiacciato sul petto di Russo, finché la rottura di quattro costole e l’emorragia interna non causarono la sua morte.

Non sapevano che il suo telefono satellitare, la telecamera digitale, il computer portatile e le videocassette erano sparite. Un giornalista italiano che aveva speso la vita scoprendo segreti ne stava lasciando dietro di sé un altro. Chi lo ha ucciso, e perché?

Dalla strada 30 miglia a nord-est della capitale georgiana, Tblisi, c’è un filo di fatti e di sospetti che qualcuno afferma portino al Cremlino e alla aggressione russa alla Cecenia. Gli amici di Russo credono che lui sia stato assassinato dai servizi segreti russi dopo avere scoperto l’uso di armi non convenzionali contro i bambini. Sarebbe stato uno scoop per un reporter che rischiò la vita infinite volte in Africa, in Bosnia e in Kosovo.

Impiegato presso l’emittente di Roma Radio Radicale, affiliata al Partito Radicale italiano, rimase a Pristina quando tutti gli altri giornalisti occidentali se ne andarono durante i bombardamenti della Nato. Questo gli portò un premio e fama, ma Russo, quarantenne, non fu mai uno che cercava i riflettori. Lasciava ad altri la gloria. Poco denaro ed evitare la massa erano il suo stile.

Lo scorso novembre si spostò a Tblisi. Attraversando le montagne verso la Cecenia, fece amicizia con il leader dei ribelli, Aslan Mashkadov, che stava conducendo la guerra contro le truppe russe. Entrambe le parti stavano commettendo atrocità.

Il mese scorso Russo telefonò a sua madre, Beatrice, farmacista in Toscana. Aveva una videocassetta. Bambini morti, orrori inimmaginabili, crimini di guerra. Il mondo l’avrebbe vista quando lui sarebbe ritornato in Italia, il 18 ottobre.

Il suo corpo è stato scoperto il 16 ottobre. Accanto c’era del nastro che la polizia sospetta sia stato utilizzato per imbavagliarlo. Gli amici hanno trovato aperta la porta del suo appartamento nel centro della città. Le sue cose erano in disordine, i documenti e la macchina rubati. Il medico legale ha detto che i danni non erano certamente il risultato di un incidente stradale. Non si sa se la sua cassa toracica sia stata sfondata da una pietra, da un pezzo di metallo, o dalla pressione umana.

Mamuka Areshidze, un ex parlamentare che aiutò Russo in Georgia, ha detto di non sapere in che direzione investigare sull’omicidio, ma si è detto convinto che non sia stato semplicemente un fatto di criminalità comune. Ha detto: “Penso che sia stato ucciso perché qualcuno voleva occultare il materiale che lui aveva raccolto: questo è il motivo per cui le cassette sono scomparse. So che gli agenti delle forze di sicurezza sono esperti nella tecnica di schiacciare le persone a morte senza lasciare nessun segno di violenza”.

Questa è una delle diverse teorie che l’inchiesta sull’omicidio sta esaminando, ha detto la polizia. Un’organizzazione ambientalista di Tblisi, e i colleghi di Roma, affermano che Russo aveva le prove di una nuova arma russa capace di uccidere le persone lentamente.

Non ci sono prove e gli scettici evidenziano che giornalisti più noti stavano raccogliendo notizie di atrocità. Il Partito Radicale afferma che la tempistica è significativa. Per un anno, il Presidente Putin ha fatto lobby alle Nazioni Unite per togliere al Partito Radicale il suo status consultivo di organizzazione non governativa. Putin ha accusato i radicali di pedofilia, terrorismo e narcotraffico. Il voto finale delle Nazioni Unite, che ha respinto la richiesta, è stato calendarizzato per il 18 ottobre.

C’è un’altra teoria che gira negli studi di Radio Radicale. Russo è stato ucciso perché aveva un’intervista audiovideo con una donna georgiana che afferma di essere la madre del Presidente Putin, confutando la tesi di Putin che lei fosse morta. Come movente per un omicidio sembra improbabile. La storia emerse la scorsa primavera e fu ripresa dai media internazionali prima di essere screditata.

Altri dicono che il giornalista, che il giorno della sua morte era stato visto nella zona cecena, è stato ucciso per denaro. “Ma perché avrebbero dovuto lasciargli il suo passaporto e il crocifisso d’oro? E perché ucciderlo in un modo così strano? Non ha senso”, ha detto un collega, che ha chiesto di non essere nominato.

Gruppi che si occupano di diritti umani vogliono che l’Occidente chieda conto a Putin di Russo e di altri due giornalisti che hanno scritto sulla Cecenia: Alexander Yefremov, ucciso a maggio nella ragione separatista da un’esplosione controllata a distanza, e Iskander Khationi, che si concentrò sulle violazioni di diritti umani in Cecenia, trovato colpito a morte a settembre.

Nel giro di ore dalla morte di Russo, i colleghi a Roma sono stati travolti dai messaggi. L’attivista dalla coda di cavallo aveva creato molte amicizie nei suoi viaggi.

“Sapevamo molto poco di lui. Storie di lui che porta trenta bambini a un ristorante, che salva vite umane,…”, ha detto un collega. I liberali, liberi pensatori radicali non gli promettevano né fama né grandi guadagni, ma Russo accettò perché “loro sono pazzi, proprio come me”, come era solito dire.

Gli attacchi del partito alla Destra e alla Sinistra possono spiegare la minima copertura da parte della faziosa stampa italiana. “I giornalisti italiani sono snob. Antonio ha ricevuto più attenzione all’estero”, ha detto il collega.

Una piccolo corteo funebre ha accompagnato la sepoltura di Antonio nella tomba di famiglia a Francavilla, in Abruzzo. Beatrice Russo, settantacinquenne, crede che gli assassini di suo figlio non sdaranno mai identificati. “E’ tutto così oscuro. La sola cosa che mi consola è che è stata una morte coerente con la sua vita”.

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