Berté ora mangia :)

Berté ora mangia 🙂 #giustiziagiusta #salute   @RadioRadicale   @radicalimilano

lucio

Risposta a chi teme per la mia salute, per via del mio digiuno.
Domenica 4 dicembre è stato il giorno del ringraziamento nei confronti di tutti quelli che mi hanno sostenuto : riso e lenticchie… Poi sono passato ad una forma di sottoalimentazione (i dettagli in una mia risposta a Rita Bernardini) per non perdere di vista l’obbiettivo politico e il contatto con me stesso, con le mie convinzioni profonde, e con l’interlocutore Giulio Gallera, per rinnovargli rispetto e fiducia. Non voglio staccare del tutto anche perchè attendo garanzie per una partecipazione adeguata delle persone che sto indicando alla Commissione carceri della Regione Lombardia, per l’audizione del 15 dicembre. Molte di loro rivestono importanti ruoli istituzionali, e possono dare all’Assessore Gallera un aiuto decisivo per la stesura della delibera richiesta dai radicali. Questa è la luna/obbiettivo, valido, per ora, per gli ottomila detenuti in Lombardia. Luna solo indicata dal dito/digiuno, e che vorrei fosse compresa e descritta come iniziativa in grado di rispondere, almeno in parte, a quanto richiesto dalla Corte Europea dei Diritti Umani e alla “sentenza pilota” Torreggiani, ma anche alla precedente Sulejmanovic, contro l’Italia. Da quelle sentenze, nate dai ricorsi dei detnuti in Italia, è iniziata la svolta sulla garanzia dei diritti dei detenuti.stessi. Noi vogliamo siano semplicemente rispettati senza trucchi, indegni di uno Stato di Diritto nei confronti di chi sta pagando con la privazione della libertà il debito conratto con la Giustizia. Giustizia vuol dire che ognuno paghi il suo, chi ha violato la legge come persona oppure come Stato. Questo aspetto, a mio avviso, non è stato ancora adeguatamente valutato dalla Camera Penale, che ringrazio per il fondamentale sostegno accordato alla nostra iniziativa (e che verrà in Commissione il 15 dicembre), dato che gli Avvocati conoscono bene gli ostacoli frapposti dalle procedure ai dtenuti che ritengono di ricorrere alla CEDU o che intendono avvalersi delle riparazioni ex Art. 35ter dell’Ordinamento Penitenziario. La Mozione “lombarda” del 2013 e quella “milanese” del 2011 chiedono una “centralità della persona” e la “conoscienza scientifica” dei dati sulla salute e sulle caratteristiche abitative degli ambienti detentivi, cioè i dati su cui si basano le sentenze CEDU e le richieste di indennizzo. Sappiamo che il DAP raccoglie i dati abitativi dal 2009. Ma sono dati non completi, verificano soprattutto i 3 mq a persona per non configurare la violazione dell’Art 3 della Convenzione COE del 1950 sul divieto di inliggere trattamenti inumani e degradanti. E poi sono dati non immediatamente accessibili ai detenuti, e per questo avrebbe supplito il Comune, con la Mozione del 2011, integrando l’azione del Dap con quella del personale del Comune specializzato nella valutazione dei parametri di abitabilità dei locali di civile abitazione. Questo avrebbe assicurato sia la pubblicità dei dati strutturali, sia la loro disponibilità per i detenuti per eventuali ricorsi. La verità è che tutti hanno avuto paura di sapere per non dover assumere delle responsabilità onerose in termini monetari. Alla fine tutti concorrono, a scapito dei diritti dei detenuti, a nascondere i dati reali per mantenere in piedi un assetto difficile da riformare a costo zero.
In Lombardia abbiamo ottenuto il sostegno di tutte le Forze politiche, anche della Lega, sulla necessità della conoscenza “scientifica”, di una” “fotografia” delle condizioni detenive. La verità è che anche nella Lega non sono tutti identificabili “tout court con i “chiudili in cella e butta la chiave”. Per rispettare davvero l’identità lombarda, non si può rigettare l’eredità dei Verri, dei Beccaria e dei Manzoni. E se un pezzetto di riforma parte dalla Lombardia, la tradizione vuole che arrivi dappertutto, perchè il Diritto è senza confini, come la libertà. Ricordo che dagli anni ’60 la Luna non è più qualcosa da indicare solo da lontano, ma è un oggetto a portata di mano, da raggiungere quando serve. Allora di questo dobbiamo ragionare…

dalla pagina facebook di Lucio Berté

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