Lettera di Berté a Gentiloni per la riforma della giustizia

Lettera di Berté a @PaoloGentiloni per la riforma della giustizia   @radicalimilano @RadioRadicale

lucio

Associazione IL DETENUTO IGNOTO

“Non mi batto per il detenuto eccellente, ma per la tutela della vita del diritto nei confronti del detenuto ignoto, alla vita del diritto per il diritto alla vita.” M. P.

Via di Torre Argentina, 76 – 00186 Roma – Tel: 06 689791

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DIGIUNO DI FIDUCIA E DI SOSTEGNO AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA ANDREA ORLANDO E AL GOVERNO GENTILIONI PERCHE’ LA PRIMA RIUNIONE DEL 2017 DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI SIA LA VERA “EPIFANIA” DELLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA, DELL’ORDINAMENTO PENITENZIARIO E DELLE PROPOSTE RADICALI

4 gennaio 2017 – 14 gennaio 2017

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, Signor Ministro della Giustizia Andrea Orlando, Signori del Governo,

in vista della vostra prima riunione del Consiglio del nuovo anno, preannunciata entro l’Epifania dal Presidente del Consiglio nella Conferenza stampa del 29 dicembre 2016, abbiamo deciso di farvi compagnia con un digiuno di incoraggiameto dalla mezzanotte del 1° gennaio fino al 6 gennaio 2017, perchè sappiate che abbiamo fiducia nelle vostre buone intenzioni manifestate in tema di riforma della Giustizia e dell’Ordinamento penitenziario. In verità siamo fiduciosi anche per alcune “anticipazioni” alle quali il nostro Paese è stato costretto dalla Corte europea dei Diritti Umani. La Corte EDU ha operato sulla base di un sistema di diritti considerati universalmente “garantibili” già alla fine degli anni ’40, dapprima con la Dichiarazione universale fatta a New York nel 1948 e poi in modo davvero cogente con la Convenzione del Consiglio d’Europa fatta a Roma nel 1950, in cui i Diritti umani sono considerati di fatto come “diritti individuali perfetti”, in quanto presidiati giurisdizionalmente dalla Corte EDU e dalla possibilità di ricorrervi in caso di violazione. Dunque dobbiamo ringraziare i detenuti che hanno presentato i ricorsi alla CEDU, perchè hanno sbloccato una situazione di stallo pluridecennale e riattivato un percorso di rivitalizzazione del “diritto”, che non va ostacolato nella sua forza riformatrice se vogliamo proseguire finalmente verso lo Stato di Diritto, abbandonando i riflessi “conservatori dell’attuale stato di illegalità” in cui è parcheggiato il nostro Paese.

Non solo i detenuti hanno operato per lo Stato di Diritto, che riguarda tutti noi, ma hanno dimostrato di aver compiuto un passo decisivo verso la scelta del metodo nonviolento, cioè del dialogo e della responsabilità personale. Lo hanno fatto in tante occasioni e da ultimo il 5 e 6 novembre 2016, aderendo in 20 mila ad un digiuno personale e collettivo, come partecipazione ideale alla Marcia da Regina Coeli a Piazza S.Pietro, dedicata a Marco Pannella e a Papa Francesco per il Giubileo dei carcerati.

Dunque la riforma penitenziaria è per noi un atto dovuto di riconoscimento, e di riconoscenza, nei confronti dei carcerati, per l’avanzamento civile su cui hanno dimostrato di essere impegnati e pronti a collaborare, se darete loro fiducia. Il nostro digiuno da radicali vuole farvi sentire la nostra vicinanza : siamo pochi, ma non vi lasceremo mai soli su questo fronte civile.

Del esto si tratta anche da parte vostra di mettere a profitto il lavoro molto serio e approfondito già fatto con gli Stati generali dell’Esecuzione penale, che ha visto convergere le competenze più qualificate, i massimi esperti del nostro Paese, senza pregiudizi ideologici, su proposte ragionevoli e a portata di mano del Governo e speriamo del Parlamento, per riformare il senso da dare alla pena e dunque per riformare l’organizzazione della risposta “educativa” che la nostra Costituzione impone.

Auguriamo a tutti voi un buon anno e un buon lavoro, nel superiore interesse del Paese.

Lucio Bertè, Portavove dei digiunatori radicali per l’Epifania della riforma della Giustizia e della riforma dell’Ordinameno Penitenziario

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