Alessio Alberti (PD) resoconto visita carcere Monza in Consiglio Comunale

Alberti (PD) resoconto in Consiglio #Desio visita Carcere #Monza  5-11-16    @Aleusa89 @FDemLombardia

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Alessio Alberti, candidato appoggiato dalla Cazzavillan al Consiglio Comunale di Desio, dopo aver visitato insieme al Sindaco Corti il carcere di Monza ha fatto un resoconto alla seduta successiva nel suo comune.

Eccone la trascrizione

“Grazie Presidente. Sabato 5 novembre con il Sindaco Roberto Corti, il segretario dell’associazione per l’iniziativa radicale Cazzavillan e Gianni Rubagotti e il già Consigliere regionale di Lombardia per il Partito Radicale Giorgio Inzani ho avuto la straordinaria opportunità di visitare la casa circondariale di Monza come ogni settimana in silenzio fanno tanti volontari anche desiani. Accompagnati dal direttore Maria Pitaniello e dal comandante della polizia penitenziaria abbiamo potuto vedere le carceri, le celle in cui i detenuti vivono la propria quotidianità, i laboratori in cui alcuni fra loro lavorano e coltivano passioni, la biblioteca, le cucine, la pasticceria, la lavanderia, la falegnameria, gli spazi comuni e le sale dove ogni settimana i carcerati incontrano i propri parenti che vivono al di fuori delle mura. Oltre 600 persone stanno scontando la propria pena presso il carcere di Monza per le fattispecie di reato più varie, 300 gli effettivi di polizia penitenziaria, insomma una vera e propria città parallela al mondo in cui viviamo noi cittadini a cui è garantita la libertà personale.

Pochi giorni dopo, lo scorso mercoledì pomeriggio un detenuto dello stesso carcere di Monza si è tolto la vita impiccandosi con le lenzuola nella sua cella. Con la morte di Vito Angelo Caruso – questo il nome del detenuto – 43 anni, incensurato e detenuto in attesa di giudizio da oltre un mese salgono a 32 i detenuti che si sono tolti la vita da inizio anno in tutta Italia. Nella casa circondariale di via San Quirico in Monza il precedente suicidio risale al 3 gennaio del 2015 quando s’impiccò un detenuto ventottenne e negli ultimi cinque anni vi sono morti complessivamente 8 detenuti. Simili tragici episodi ci ricordano quanto occorra sensibilizzare le istituzioni e gli amministratori locali su questa realtà spesso poco conosciuta da noi cittadini. Visitare questo luogo – per me era la primissima volta in un carcere –, parlare con chi lo amministra e con chi vi sta espiando la propria condanna ha rappresentato un’esperienza straordinaria di cui faremo tutti sicuramente tesoro. Le istituzioni agiscano per tutelare i diritti umani fondamentali, la dignità di queste persone in ogni sede legale, nazionale e internazionale e per ottenere subito le condizioni detentive previste dalla legge.

A noi amministratori rappresentanti nelle istituzioni della Repubblica sia garantita la conoscenza delle condizioni di vita e dello stato di salute di ciascun detenuto nonché la conoscenza di parametri per stabilire l’abitabilità di ciascuna cella e i relativi indici di affollamento – spesso si parla di sovraffollamento delle carceri -. Il carcere svolga la propria funzione sociale, le pene tendano alla rieducazione del condannato secondo quanto previsto dall’articolo 27 della nostra Costituzione italiana. E istituzioni e associazioni lavorino in rete per evitare che chi esce reiteri il reato; occorre infatti accompagnare i detenuti nel loro percorso di reinserimento onde evitare l’insorgere di gravi problemi sociali.

Ringrazio ancora i radicali per la straordinaria opportunità concessami e il mio Sindaco per la disponibilità e la sensibilità dimostrata. Grazie.”

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